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PREVIDENZA

Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria. La previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio per il quale lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano. L’agevolazione vale anche nel caso in cui si effettuino versamenti a favore di familiari che sono fiscalmente a carico.
Ecco perché, prima di aderire alla previdenza complementare, è importante che tu compia alcune valutazioni sulla tua situazione lavorativa, sul tuo patrimonio personale e sulle tue aspettative pensionistiche:
se sei un lavoratore giovane, per il quale le modifiche del sistema pensionistico provocano un abbassamento
significativo della pensione obbligatoria, rispetto a quella degli attuali pensionati, diventa importante pensare
per tempo a costruirti una pensione complementare
aderendo alla previdenza complementare puoi beneficiare di vantaggi fiscali e, se sei un lavoratore dipendente, puoi avere diritto al contributo del datore di lavoro.

Da ricordare

Aderire alla previdenza complementare significa accantonare regolarmente una parte dei risparmi durante la vita lavorativa per ottenere una pensione che si aggiunge a quella corrisposta dalla previdenza obbligatoria. La previdenza complementare rappresenta un’opportunità di risparmio per il quale lo Stato riconosce agevolazioni fiscali di cui altre forme di risparmio non beneficiano. L’agevolazione vale anche nel caso in cui si effettuino versamenti a favore di familiari che sono fiscalmente a carico.
Ecco perché, prima di aderire alla previdenza complementare, è importante che tu compia alcune valutazioni sulla tua situazione lavorativa, sul tuo patrimonio personale e sulle tue aspettative pensionistiche:

Come funziona

Nel nostro Paese la previdenza complementare è affidata a un sistema di forme pensionistiche dedicate a raccogliere il risparmio previdenziale grazie al quale, al termine della tua vita lavorativa, puoi beneficiare di una pensione complementare.
La previdenza complementare si basa sul cosiddetto regime della contribuzione definita; pertanto, la somma che hai accantonato per la pensione, cioè la tua posizione individuale, dipende:
dall’importo dei contributi versati alla forma pensionistica complementare;
dalla durata del periodo di versamento (più anni = più contributi);
dai rendimenti ottenuti, al netto dei costi, con l’investimento sui mercati finanziari dei contributi versati.
Al momento del pensionamento la tua posizione individuale viene trasformata in una rendita che costituisce la tua pensione complementare.
Aderendo alla previdenza complementare benefici di una tassazione favorevole:
puoi dedurre dal tuo reddito complessivo i contributi che hai versato, fino al limite di 5.164,57 euro all’anno. Tale importo comprende l’eventuale contributo del tuo datore di lavoro e i versamenti che puoi aver effettuato a favore dei soggetti fiscalmente a tuo carico; è esclusa la quota del TFR. L’agevolazione fa diminuire l’imposta che devi pagare in base al reddito.

Esemplificazione

Il signor Rossi è un lavoratore dipendente che non aderisce alla previdenza complementare; nell’ipotesi in cui il suo reddito annuo lordo sia di 30.000 euro, la tassazione sulla base delle aliquote Irpef attualmente vigenti è pari a 7.720 euro.
Il signor Bianchi è un lavoratore dipendente con lo stesso reddito annuo lordo che aderisce a una forma pensionistica complementare versando un contributo pari al 4% del reddito e cioè 1.200 euro.
Il signor Bianchi deduce l’importo del suo versamento dal reddito imponibile, che risulta quindi pari a 28.800 euro. La tassazione sulla base delle aliquote Irpef attualmente vigenti è pari a 7.264 euro.
Il signor Bianchi aderendo alla previdenza complementare ha beneficiato in quell’anno di una riduzione del carico fiscale di 456 euro a fronte di 1.200 euro accantonati per la previdenza.

Altri benefici

rendimenti: sono tassati al 20% rispetto al 26% che si applica alla maggior parte delle forme di risparmio finanziario (Legge di stabilità 2015). La tassazione dei redditi di alcuni titoli detenuti dalle forme pensionistiche complementari, come ad esempio i titoli di Stato, è comunque fissata al 12,5%.
pagamento della pensione complementare: la tassazione è particolarmente favorevole. L’aliquota si riduce al crescere degli anni di partecipazione alla previdenza complementare. In particolare, per i primi 15 anni l’aliquota è pari al 15%; dal sedicesimo anno si riduce di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione, fino al limitemassimo di 6 punti percentuali. Con almeno 35 anni di partecipazione l’aliquota scende quindi al 9%.
Non tutta la rendita che ti viene pagata è tassata,ma soltanto quella parte corrispondente ai contributi che hai dedotto durante il periodo di partecipazione.